Michele Spotti - Ph. Annarita Melegari

RASSEGNA STAMPA


«…ma che certo ritrova quadratura e naturalezza grazie al gesto limpido e scattante di Michele Spotti, che non è più una giovane promessa ma una certezza del panorama direttoriale italiano. Dopo breve ma intensa frequentazione con Rossini, in particolare, dimostra tutta la sua consentaneità con un repertorio che affronta con il necessario mordente, ma anche con la capacità di accompagnare, di assecondare il canto, che si rivela come una qualità essenziale nel legare orchestra e palcoscenico».
(Giuseppe Montemagno, Connessi all’Opera, 20 agosto 2020)


«L’esecuzione si affida a Michele Spotti. Assecondato dall’Orchestra del Petruzzelli di Bari, il giovanissimo direttore, che bene fece nel Matrimonio segreto dello scorso anno, si conferma valido elemento anche alle prese con il mondo di Strauss. Coglie la complessità di una musica difficile, realizzata attraverso un’orchestra usata con trasparenza cameristica, al servizio di un’invenzione raffinata. In uno stile composito il Compositore tedesco realizza l’incontro tra il suo Novecento e il Seicento musicale francese di Lully, mentre Spotti ce lo restituisce con spontanea adesione alle richieste della partitura».
(Giancarlo Landini, L’Opera, settembre 2020)


«A vergare il successo della serata l’ottima bacchetta di Michele Spotti, direttore ventiseienne, di classe sopraffina sul podio dell’Orchestra del Teatro in grande spolvero. Ritmo, brio e brillantezza sono stati i punti fondamentali della sua perfetta concertazione, attenta però a mettere adeguatamente in rilievo anche gli abbandoni melodici e l’intensa luminosità timbrica disseminati nella preziosa partitura».
(Eraldo Martucci, Opera Click, 16 settembre 2020)


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